L'impronta ottica

Fino a poco tempo fa non c’erano alternative: per prendere l’impronta della bocca era necessario far “sorbire” al paziente per un tempo interminabile (anche 7-8 minuti!) una sgradevole pasta a indurimento progressivo e poi obbligarlo a subire lo spiacevole strappo necessario a estrarre la forma dal cavo orale. Augurandosi di non doverla rifare...

Purtroppo ci sono ancora casi in cui non si può farne a meno. Tuttavia, per evitare, quando possibile, questo supplizio ai nostri pazienti, abbiamo fatto una scelta tecnologica alternativa dotandoci di un’apparecchiatura all’avanguardia, che ricorre alla luce e a una piccola telecamera intraorale per tracciare velocemente una scansione digitale della bocca.

Grazie all’impronta ottica, in pochi minuti otteniamo un’esatta replica dell’interno del cavo orale che possiamo vedere a colori sul monitor del computer in 3D e che ci consente di sveltire incredibilmente il flusso di lavoro: una volta rielaborato, il file viene trasmesso quasi istantaneamente al laboratorio corredato da istruzioni precise, come se l’odontotecnico fosse all’interno del nostro studio.

Con l’impronta ottica si evitano tutti i disagi collegati all’impiego della pasta, come il senso di soffocamento causato da questa sostanza ai pazienti più sensibili, e si conquistano i grandi vantaggi offerti dal mezzo digitale. Primo fra tutti, la possibilità di archiviare ordinatamente i materiali conservando in un unico dossier sempre consultabile le diagnostiche per immagini di ogni paziente.

In attesa del giorno in cui potrà essere del tutto archiviata, stiamo riducendo sempre più il ricorso alla pasta da impronta a favore dell’impronta ottica.